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Sentenza anti-spam negli USA, multa da un miliardo di dollari

Scritto da  il 21 Dicembre 2004

Un provider americano, dopo 4 anni di battaglie processuali, ha avuto ragione su tre aziende statunitensi colpevoli di averlo bombardato con più di dieci milioni di e-mail spazzatura al giorno.

La società fornitrice di servizi Internet che ha avviato la battaglia è la "CIS International", fornitrice di servizi e-mail a circa cinquemila clienti, che nel 2000, tramite il proprio presidente Robert Kramer, ha deciso di procedere per vie legali dopo l'insostenibile e continuo invio giornaliero, senza averne mai fatta richiesta, di spam sui propri indirizzi di posta elettronica.

Il giudice Charles R. Wolle  di Davenport, nello Iowa, ha riconosciuto come indennizzo per questa pratica subita sistematicamente dalla CIS International la somma di un miliardo di dollari di danni, applicando la legge dello Iowa sui comportamenti industriali criminali (la legge federale americana contro lo spam non sarebbe bastata per ottenere un risarcimento simile).

La domanda ovvia, vista l'entità della cifra, è: "saranno mai versati questi soldi alla parte lesa?"

Quasi sicuramente no. I capitali sociali delle società spammatrici, infatti, non sono in grado di coprire un risarcimento simile. Comunque il problema più grave consoste nel fatto che le tre società sembrano essere sparite nel nulla. Qualche indizio di questo comportamento si era avuto già nel corso del processo, visto che a difesa degli imputati non si era mai presentato nessun avvocato.

Il motivo di una multa talmente salata sta nel fatto che la legge dello IOWA permette di chiedere un rimborso di dieci dollari per ogni e-mail spazzatura. Il problema più grosso è stato comunque rintracciare i colpevoli: infatti la Amp Dollar Savings di Mesa, Arizona (che ha subito, in proporzione alle e-mail spam inviate, una multa di 720 milioni di dollari), la Cash Link Systems Inc. di Miami, Florida (multata per 360 milioni di dollari) e la Florida-based Tei Marketing Group (multata per 140 mila dollari) non hanno ne indirizzo, ne numero di telefono.

Laura Atkins , Presidente della Spamcon Foundation, organizzazione che combatte lo spamming nel web, commenta soddisfatta la sentenza record; non altrettanto i legali di Kramer che speravano almeno di coprire i costi delle spese sostenute per il processo.

Letto 3434 volte Ultima modifica il 06 Luglio 2013

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