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Anche chi spia sul pianerottolo lede la riservatezza

Scritto da  il 23 Settembre 2003

Il rischio di una "illecita interferenza" nella nostra vita privata è sempre attuale e diffuso e viene proprio da dire leggendo questa sentenza ci tocca da "vicino". Infatti, il diritto alla propria privacy è oggetto di una tutela i cui confini coinvolgono anche il "pianerottolo" antistante l'abitazione, il quale, come stabilito dalla Suprema Corte, pur essendo uno spazio comune, non può essere utilizzato "per illecite interferenze nella vita altrui".

Il ricorso presentato dalla Corte d'Appello di Firenze, all'esame della Suprema Corte di Cassazione, riguardava il comportamento di un vicino che aveva violato la privacy del suo dirimpettaio riprendendo con telecamere montate sul pianerottolo le persone che andavano alla festa organizzata per l'inaugurazione dello studio professionale di quest'ultimo.

Il giudice di primo grado aveva assolto l'uomo che aveva realizzato il filmato ritenendo che "non aveva agito con coscienza e volontà".

Capovolge questa decisione la V Sezione della Suprema Corte di Cassazione, e con la sentenza numero 20233 sottolinea che affinché si configurino interferenze illecite nella vita privata basta avere "coscienza e volontà di procurasi indebitamente le immagini inerenti l'altrui vita privata".

Un orientamento così garantista da parte della giurisprudenza si concilia perfettamente con le determinazioni dell'Autorità Garante della Privacy in materia di videosorveglianza e tutela della riservatezza. Il Garante, infatti, nel comunicato stampa del 2 dicembre 2000, ha ribadito che "le regole base della disciplina sul trattamento dei dati personali sono, applicabili alle immagini ed ai suoni, nel caso in cui le apparecchiature che li rilevano permettano di identificare, in modo diretto ed indiretto, le persone".

Ciò premesso, nell'ipotesi in cui il sistema di videosorveglianza dinanzi alla propria abitazione sia installato a scopo di sicurezza individuale, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge bisognerà rispettare innanzitutto il principio di proporzionalità tra i mezzi impiegati e i fini perseguiti:e riprese quindi devono essere limitate al solo spazio antistante la propria abitazione, evitando forme di videosorveglianza su aree circostanti che potrebbero limitare la libertà altrui.

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