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UE: nuove regole per le PMI

Scritto da  il 29 Giugno 2003

A partire dal 1 Gennaio 2005, sull'intero territorio dell'unione, cambieranno radicalmente i parametri in forza dei quali un'impresa potrà essere definita "PMI". Infatti, il 6 Maggio scorso la Commissione Europea ha adottato la raccomandazione n. 1422 che andrà a sostituire in toto la precedente 96/280, che sino ad oggi ha costituito la norma di riferimento dalla quale estrapolare i menzionati parametri di riferimento.

La nuova disciplina, invocata per anni, si è resa necessaria anche a causa degli innumerevoli dubbi interpretativi sorti durante il regime della succitata 96/280.

La novità più importante riguarderà i criteri stessi per la definizione di impresa. Grazie ad una interpretazione estensiva di tale concetto saranno considerate tali tutte le strutture che esercitino un'attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita. Ciò consentirà di contenere al suo interno anche quelle attività economiche svolte in forma individuale, artigianale o familiare, che non pochi dubbi interpretativi avevano sollevato in passato.

Il nuovo regime normativo costituirà il principio ispiratore per tutti i futuri provvedimenti legislativi che saranno adottati in materia a livello comunitario.

Con l'entrata in vigore della nuova raccomandazione, cambieranno radicalmente anche le norme contabili e di bilancio di tutte le imprese operanti sul territorio dell'Unione e, di conseguenza, si apriranno nuovi scenari sul fronte degli aiuti di stato e della programmazione dei fondi strutturali. Rispetto al passato saranno ridefiniti, ex novo, i parametri finanziari sulla base dei quali un'impresa potrà essere considerata "PMI". In particolare, saremo di fronte ad una "piccola impresa" quando il fatturato non supererà la soglia dei dieci milioni di euro, o il cui totale di bilancio resterà contenuto entro la stessa cifra, inoltre il numero dei dipendenti in organico dovrà essere inferiore alle cinquanta unità. "Media impresa", invece, sarà considerata quella con un numero di dipendenti inferiore alle duecentocinquanta unità ed in possesso di un fatturato non superiore a cinquanta milioni di euro, o il cui totale di bilancio non supererà il tetto massimo dei quarantatre milioni di euro. "Micro impresa", sarà quella nella quale l'aliquota dei dipendenti assunti sia inferiore alle dieci unità ed il fatturato o il totale di bilancio non superino i due milioni di euro.

Rispetto al passato, è il concetto stesso di indipendenza a subire una modifica sostanziale. Infatti, l'impresa potrà considerarsi "PMI" soltanto nel caso in cui non risulti essere controllata (direttamente o indirettamente) almeno per il 25% da altra impresa che non possa considerarsi "PMI". Gli stessi contorni della nozione risultano essere più chiari ed estensivi rispetto alla vecchia normativa, permettendo di ricomprendervi anche i rapporti di paternariato, sui quali si era dibattuto a lungo in passato. Ai fini del riconoscimento della qualifica di "PMI", la nuova normativa consente agli imprenditori di autocertificare la condizione di fatto della loro impresa.

Inoltre, con l'entrata in vigore della nuova disciplina vi sarà un aumento dei parametri di fatturato e di bilancio e del loro diretto rapporto, che si modificherà in conseguenza delle dimensioni dell'impresa.

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