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Anteproyecto de ley de Economia Sostenible: anche in Spagna é polémica sull’oscuramento di pagine web.

Scritto da  il 23 Gennaio 2010

Il 27 novembre 2009 il Consiglio dei Ministri del Governo spagnolo ha approvato un disegno di legge denominato “Anteproyecto de ley de Economía Sostenible[1] allo scopo di introdurre nell’ordinamento giuridico le riforme strutturali necessarie ad uno sviluppo economico basato su un nuovo modello di crescita integrato da scienza e innovazione, coesione sociale, stabilità dell’impiego e sostenibilità medio ambientale.  
Nell’ambito del primo obbiettivo di questa politica, l’Anteproyecto nella sua disposición final primera prevede  alcune importanti modifiche alla legge che regola la prestazione di servizi  della società dell’informazione ed il commercio elettronico (in concreto dell’ art. 8 della Ley n. 34/2002, de 11 de julio, de Servicios de la Sociedad de la Información) ed alla legge sulla proprietà intellettuale  (in concreto all’art.158 del Real Decreto Legislativo 1/1996, de 12 de abril). Entrambe le modifiche perseguono lo scopo di combattere la pirateria in Internet.
L’articolo 8 della Ley n.34/2002 prevede la chiusura delle pagine web o la parziale restrizione del loro contenuto quando  sussista una violazione dell’ordine pubblico, della dignità dell’individuo, della protezione dell’infanzia e la gioventù.                                      
La novità introdotta dal menzionato progetto di legge è l’estensione dell’applicazione di detto articolo 8 alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale quando la pagina web persegua un animo di lucro diretto o indiretto o pretenda causare un danno patrimoniale al titolare del diritto.  La competenza a decidere sulla sussistenza di tali presupposti è stata attribuita alla Seconda Sezione della Comisiòn de Propiedad Intelectual, organo amministrativo dipendente dal Ministero di Cultura.
A tale fine il testo del disegno di legge prevede un procedimento misto, amministrativo e giudiziario, per la chiusura delle pagine web che facilitano il download non autorizzato di contenuti protetti dalla proprietà intellettuale.
La Seconda Sezione della Comisiòn de Propiedad Intelectual  avrà dunque il potere di decidere sulla sussistenza di una violazione di tali diritti ed ordinare la chiusura della pagina web, previa notifica al responsabile del sito, il quale  potrà ricorrere il provvedimento in unica istanza alla Sala contenzioso-amministrava dell’ Audiencia Nacional[2]. Tuttavia, la Commissione dovrà richiedere l’autorizzazione del giudice amministrativo[3] per l’esecuzione di tale misura qualora questa consideri che il proprio provvedimento possa incidere sulla libertà di espressione sancita all’articolo 20 della Costituzione spagnola.
In tale senso il progetto di legge introduce il nuovo articolo 122 bis alla legge 29/1998 del 13 aprile, che regola la giurisdizione contenzioso- amministrativa. Tale articolo prevede un procedimento breve per il quale nel termine di 4 giorni dalla notifica  del provvedimento di chiusura della pagina web, il giudice, nel contraddittorio delle parti,  ne autorizzi o rifiuti l’esecuzione. Si tratta di un procedimento speciale previsto per la protezione dei diritti fondamentali della persona, che in concreto viene ripreso dall’art 122 della stessa legge riferito al diritto di riunione.
L’Anteproyecto de ley de Economìa Sostenibile ha suscitato molte polemiche in Spagna fra internauti, bloggers ed operatori del diritto in relazione a due principali questioni:

  1. L’attribuzione della competenza di decidere sulla sussistenza di una violazione dei diritti di proprietà intellettuale ad un organo amministrativo ed il trasferimento della competenza giurisdizionale in materia dall’ambito civile a quello amministrativo.
  2. Il riferimento al concetto giuridico indeterminato di “animo di lucro indiretto”.

In riferimento al primo punto,  gli internauti sostengono che il progetto di legge potrebbe rappresentare una violazione dei diritti costituzionali di libertà di espressione, presunzione di innocenza ed accesso alla cultura. Vengono infatti indebolite le garanzie costituzionali alla restrizione di tali diritti in quanto l’intervento dell’autorità giudiziaria è subordinato ad una notifica da parte dell’organo amministrativo, la Comisiòn de propiedad intelectual, quando quest’ultima consideri che il suo provvedimento di chiusura della pagina web “possa” incidere sulla libertà di espressione. Infatti,  l’anteproyecto de ley lascia aperta la possibilità di oscurare un sito web senza l’intervento del giudice qualora la Commissione non lo consideri necessario per non incidere sulla menzionata libertà.
In relazione al secondo punto, una pagina web, attraverso la quale possono essere scaricati contenuti protetti dalla proprietà intellettuale, potrebbe essere oggetto di un provvedimento di chiusura non solo nel caso in cui persegua un animo di lucro diretto, ma anche nel caso in cui si tratti di un animo di lucro indiretto o ricorra l’intenzionalitá di un danno patrimoniale. L’animo di lucro diretto implicherebbe un download a pagamento mentre l’animo di lucro indiretto potrebbe derivare da banners pubblicitari contenuti in una pagina di download o in un blog che accolga un link a detta pagina.  Alcuni esperti sostengono che il concetto di animo di lucro indiretto o l’intenzionalità del danno patrimoniale  sono oggetto di difficile valutazione e potrebbero provocare un clima di insicurezza giuridica perché si rischierebbe di includere al loro interno una varietà di fattispecie indeterminate.
Le descritte considerazioni sono state canalizzate in una piattaforma denominata “Red S@stenible”[4] che promuove la campagna “Internet no serà otra TV” in cui sono previste una serie di azioni che saranno realizzate durante tutto il periodo della presidenza spagnola dell’Unione Europea. RedS@stenible si è costituita il 9 Gennaio 2010 a partire da due documenti provenienti dalla comunità di internauti: il "Manifiesto en Defensa de los Derechos Fundamentales en Internet"[5] (che ha raggiunto ad oggi 200.000 iscritti),e  la "Carta por la Innovación, la Creatividad y el Acceso al Conocimiento"[6].
Il testo del Anteproyecto de ley de Economìa Sostenible è oggetto di possibili ulteriori modifiche e deve ancora passare l’esame del Parlamento, del Consejo de Estado e del Consejo General del Poder Judicial. Tuttavia il dibattito suscitato rappresenta un’ennesima dimostrazione della necessità, sempre più sentita in Europa, di una regolamentazione della rete nel rispetto della libertà di espressione e degli altri diritti fondamentali dell’individuo.

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[1] Il testo attuale del “Anteproyecto de ley de Economia Sostenible” con le modifche intervenute l’8 Gennaio 2010 è disponibile all’indirizzo web:  http://www.economiasostenible.gob.es/wp-content/uploads/2009/12/2_4_anteproyecto.pdf  ; La nota riassuntiva è disponibile all’indirizzo web: http://www.meh.es/Documentacion/Publico/GabineteMinistro/Presentaciones/27-11-09%20Presentacion%20Ley%20de%20Economía%20Sostenible.pdf ; Entrambi i documenti sono estratti dal sito del Ministerio de Economìa y Hacienda: www.meh.es ; Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.economiasostenible.gob.es/ley-de-economia-sostenible/

[2] L’Anteproyecto de Ley nella sua disposiciòn final primera, apartado 8, modifica  l’apartado 5 della Disposición Adicional Cuarta della ley 29/1998, de 13 de julio, reguladora de la Jurisdicción Contenciosa-administrativa.

[3] L’Anteproyecto de Ley nella sua disposiciòn final primera, apartado 5, modifica l’articolo 9 della Ley 29/1998, de 13 de julio, reguladora de la Jurisdicción Contenciosa-administrativa, attribuendo la competenza di autorizzare l’esecuzione del provvedimento che ordina la chiusura della pagina web ai Juzgados Centrales della giurisdizione contenzioso amministrativa (organi di II istanza). Di conseguenza, si esige la modifica della  Ley Orgánica 6/1985, de 1 de julio, del Poder Judicial, attualmente prevista da un progetto di legge complementare a quello di economia sostenibile.

Letto 5485 volte Ultima modifica il 06 Luglio 2013

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