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“Tre colpi” ai pirati: ecco come combattere il download selvaggio con la tattica sarkoziana

Scritto da  il 08 Ottobre 2012

Nella lotta alla violazione del diritto d'autore e alla pirateria digitale, la Francia ha mostrato le armi più affilate.
Si afferma infatti nel Paese d'Oltralpe la "dottrina Sarkozy", ossia l' orientamento seguito in sede parlamentare per la risoluzione del problema della tutela del copyright. 

Tale pensiero si è manifestato in diverse proposte legislative. La prima è quella sulla Loi Création et Internet, anche chiamata Loi Hadopi, che ha l'obiettivo di porre fine ai download illegali da Internet di opere protette mediante un complesso sistema di accertamento e avvertimento.

Punto cardine della nuova disciplina è la cosiddetta tesi dei "tre colpi" (o della "risposta graduale") che prevede tre fasi per ammonire e bloccare l'utente che scarica illegalmente: prima viene inviata una e-mail al trasgressore in caso di violazione registrata, poi una lettera con posta ordinaria e infine viene interrotta la connessione alla rete per impedire il ripetersi dell'illecito. Viene creata per l'occasione l'HADOPI(Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet), un'autorità indipendente incaricata di giudicare inetizens sulla base di un monitoraggio dei loro movimenti sul web. Sarebbero infatti gli Internet Service Providers a controllare il traffico degli utenti e a fornire ai vertici Hadopi i loro dati identificativi, oltre che l'indirizzo IP entro 8 giorni dalla richiesta ufficiale, pena una sanzione pecuniaria di euro 1500 per ogni giorno di ritardo.
La nuova filosofia anti P2P non ha però ottenuto un consenso unanime.

La risoluzione comunitaria sulle industrie culturali in Europa [2007/2153(INI)], volta alla tutela e alla promozione della creatività e alla ricerca di nuovi finanziamenti per l'innovazione, non contiene alcun richiamo alla visione sarkoziana del diritto d' autore.
In particolare, nell' aprile 2008, in sede di approvazione, il Parlamento europeo ha respinto l'idea tutta francese di una possibile disconnessione da Internet in caso di violazione del diritto d'autore. Esso ha invece sollecitato la Commissione, dati i rapidi sviluppi tecnologici e commerciali, a ripensare la questione critica della proprietà intellettuale e a trovare insieme agli operatori delle telecomunicazioni soluzioni per raggiungere un equilibrio tra le possibilità di accesso ai contenuti culturali e i diritti di proprietà intellettuale.
Quindi il Parlamento europeo ha invitato la Commissione e gli Stati membri a non adottare "misure in contrasto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità ed efficacia, quali l'interruzione dell'accesso al web", in quanto Internet costituisce un ampio spazio per l'espressione della cultura, l'accesso alla conoscenza e la partecipazione democratica alla creatività europea.
Nel settembre 2008 l'Unione Europea si mostra ancora ben lontana dalla dottrina francese. Infatti solo dopo l'eliminazione delle clausole che riproducevano il meccanismo della risposta graduale, il Parlamento europeo ha approvato le cinque direttive del Pacchetto Telecom, volto a riformare il sistema delle telecomunicazioni, rafforzando la concorrenza tra gli operatori, potenziando gli investimenti in nuove infrastrutture e garantendo a tutti i cittadini europei servizi di migliore qualità.

In realtà, originariamente la teoria dei tre colpi era permeata nel testo di riforma comunitaria, ma nel settembre 2008, in prima lettura, il Parlamento europeo aveva approvato l'emendamento 138, proposto dall'europarlamentare Guy Bono secondo cui, salvo che la sicurezza pubblica non venga minacciata, nessuna restrizione può essere imposta contro i diritti e le libertà degli utenti, senza la decisione dell'autorità giudiziaria al termine di un ordinario processo, come previsto dall'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino.

Il rifiuto europeo della posizione francese nella lotta alla pirateria sembrava irremovibile e la Commissione non cedette nemmeno di fronte all'appello di Sarkozy di ritirare l'emendamento. Tuttavia il Consiglio dell'Unione Europea cambiò bruscamente rotta, non appena la Francia ne conquistò la presidenza, e stralciò l'emendamento 138.

L'europarlamentare socialista Cathenne Trautmann però lo ripresentò subito al Parlamento europeo, ora con il numero 46, e fu proprio questa versione modificata del Pacchetto Telecom, con le clausole di garanzia di accesso ad Internet, ad essere definitivamente approvata.
Il nuovo testo della riforma comunitaria sulle telecomunicazioni si allinea così al rapporto Stavros Lambrinidis, che mira a comporre il difficile puzzle tra sicurezza, privacy e libertà di espressione ed auspica la creazione di una direttiva comunitaria per la tutela del diritto inalienabile di entrata in rete.
Nonostante il mancato successo della teoria dei tre colpi nello scenario europeo, la Francia non ha desistito dall'intento di riforma.
Nel maggio 2009 la Loi Création et Internet (n. 2009 – 669) viene approvata prima dall'Assemblea nazionale poi dal Senato.
E' la seconda legge che dà attuazione alla direttiva europea 2001/29/CE sul diritto d'autore, dopo la loi DADVSI (Droit d'auteur et aux droitsvoisins dans la société de l'information n.2006 -961), che prevedeva sia un complesso di misure tecniche per impedire le utilizzazioni non autorizzate del materiale protetto (Digital right management system) sia un organismo per garantire l'efficacia di tali sistemi di protezione (Autorité de régulation des mesures techniques).
La loi Hadopi cade però subito nella trappola del controllo di legittimità del Consiglio costituzionale. La sentenza del Supremo Organo ne dichiara l'incostituzionalità per gli stessi vizi eccepiti dal Parlamento europeo. Si legge nella pronuncia: "[...] La libera espressione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo e si manifesta anche nell'accesso ai servizi di comunicazione online.[...] Non si può limitare tale diritto se non con una decisione giudiziaria. [...] Inoltre detta legge opera un rovesciamento dell'onere della prova e stabilisce una presunzione di colpevolezza, in violazione delle prescrizioni di cui all'articolo 9 della Dichiarazione del 1789. [...]".

Ma la Francia non si arrende e propone una nuova versione della legge. Nel settembre 2009 viene approvato il testo della Hadopi 2, messo a punto dalla Commissione Cultura del Senato. Accogliendo l'insegnamento del Consiglio Costituzionale, il nuovo dettato legislativo prevede che soltanto l'autorità giudiziaria possa decidere di applicare delle sanzioni per chi scarica illegalmente. Sanzioni previste per legge e non caso per caso al termine del processo abbreviato. All'Hadopi spetterebbe dunque solo il compito di constatare l'infrazione e di mandare due avvertimenti prima via e-mail e poi per posta.
E' previsto inoltre l'obbligo per bar, biblioteche, università e per tutti i titolari di abbonamenti Internet, che forniscono accesso alla rete ad altri soggetti, di bloccare gli utenti non autorizzati e di proteggere la propria connessione dopo la prima comunicazione dell'infrazione avvenuta.
Nel caso di file sharing illegale compiuto attraverso una connessione wi-fi, il titolare dell'abbonamento, anche se non autore materiale del reato, è punito con una multa di euro 1.500 e con una sospensione dell'accesso ad internet per la durata massima di un mese.
Qualora questi provasse a sottoscrivere un nuovo abbonamento con un altro operatore verrebbe sanzionato con una ulteriore multa a partire da euro 3.750. Una volta emessa la sentenza i providers hanno 15 giorni di tempo per disconnettere l'utente, altrimenti è prevista un'ulteriore sanzione di euro 5.000.
Chi ignora gli avvertimenti dell'autorità è invece punito con la pena della reclusione di anni tre, multa fino a euro 300.000 e impossibilità di connessione alla rete per una durata massima di un anno.

La normativa della loi Hadopi 2 è stata apprezzata nel resto dell'Europa e non solo. Il sistema delle tre notifiche viene riproposto in Nuova Zelanda con il Copyright Amendement Bill, in Gran Bretagna con il Digital Economy Acte in una versione soft in Finlandia dove sono i providers ad avvisare i pirati del web senza però rivelare ai titolari del copyright i nomi dei colpevoli. Mentre la Commissione danese sta ancora studiando le possibili strade da percorrere, nella Corea del Sud si è affermata la versione asiatica dei "tre colpi", ma con la possibilità che la Commissione locale raccomandi ai vari providers di sospendere un utente senza avvisi e senza appello. Anche in Italia l'esempio francese sembra ispirare l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) nella predisposizione del pacchetto di regole sul diritto d'autore. Il Garante potrà infatti ricevere dagli ISP informazioni sugli utenti trasgressori, applicare le misure di blocco degli indirizzi IP e oscurare siti contenenti materiale protetto.

Letto 23637 volte Ultima modifica il 06 Luglio 2013