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Infogiuridica
24-01-2010
Anteproyecto de ley de Economia Sostenible: anche in Spagna é polémica sull’oscuramento di pagine web.
Dott.ssa Chiara Civitelli -
Il 27 novembre 2009 il Consiglio dei Ministri del Governo
spagnolo ha approvato un disegno di legge denominato “Anteproyecto de ley de
Economía Sostenible”[1] allo scopo di introdurre nell’ordinamento giuridico le
riforme strutturali necessarie ad uno sviluppo economico basato su un nuovo
modello di crescita integrato da scienza e innovazione, coesione sociale,
stabilità dell’impiego e sostenibilità medio ambientale. Nell’ambito
del primo obbiettivo di questa politica, l’Anteproyecto nella sua
disposición final primera prevede alcune importanti modifiche
alla legge che regola la prestazione di servizi della società
dell’informazione ed il commercio elettronico (in concreto dell’ art. 8 della
Ley n. 34/2002, de 11 de julio, de Servicios de la Sociedad de la
Información) ed alla legge sulla proprietà intellettuale (in concreto
all’art.158 del Real Decreto Legislativo 1/1996, de 12 de abril).
Entrambe le modifiche perseguono lo scopo di combattere la pirateria in
Internet. L’articolo 8 della Ley n.34/2002 prevede la chiusura delle pagine
web o la parziale restrizione del loro contenuto quando sussista una
violazione dell’ordine pubblico, della dignità dell’individuo, della protezione
dell’infanzia e la gioventù.
La
novità introdotta dal menzionato progetto di legge è l’estensione
dell’applicazione di detto articolo 8 alla violazione dei diritti di proprietà
intellettuale quando la pagina web persegua un animo di lucro diretto o
indiretto o pretenda causare un danno patrimoniale al titolare del
diritto. La competenza a decidere sulla sussistenza di tali presupposti è
stata attribuita alla Seconda Sezione della Comisiòn de Propiedad
Intelectual, organo amministrativo dipendente dal Ministero di
Cultura. A tale fine il testo del disegno di legge prevede un procedimento
misto, amministrativo e giudiziario, per la chiusura delle pagine web che
facilitano il download non autorizzato di contenuti protetti dalla proprietà
intellettuale. La Seconda Sezione della Comisiòn de Propiedad
Intelectual avrà dunque il potere di decidere sulla sussistenza di
una violazione di tali diritti ed ordinare la chiusura della pagina web, previa
notifica al responsabile del sito, il quale potrà ricorrere il
provvedimento in unica istanza alla Sala contenzioso-amministrava dell’
Audiencia Nacional[2]. Tuttavia, la Commissione dovrà richiedere
l’autorizzazione del giudice amministrativo[3] per l’esecuzione di tale misura qualora questa consideri
che il proprio provvedimento possa incidere sulla libertà di espressione sancita
all’articolo 20 della Costituzione spagnola. In tale senso il progetto di
legge introduce il nuovo articolo 122 bis alla legge 29/1998 del 13 aprile, che
regola la giurisdizione contenzioso- amministrativa. Tale articolo prevede un
procedimento breve per il quale nel termine di 4 giorni dalla notifica del
provvedimento di chiusura della pagina web, il giudice, nel contraddittorio
delle parti, ne autorizzi o rifiuti l’esecuzione. Si tratta di un
procedimento speciale previsto per la protezione dei diritti fondamentali della
persona, che in concreto viene ripreso dall’art 122 della stessa legge riferito
al diritto di riunione. L’Anteproyecto de ley de Economìa
Sostenibile ha suscitato molte polemiche in Spagna fra internauti, bloggers
ed operatori del diritto in relazione a due principali questioni:
- L’attribuzione della competenza di decidere sulla sussistenza di una
violazione dei diritti di proprietà intellettuale ad un organo amministrativo
ed il trasferimento della competenza giurisdizionale in materia dall’ambito
civile a quello amministrativo.
- Il riferimento al concetto giuridico indeterminato di “animo di lucro
indiretto”.
In riferimento al primo punto, gli internauti sostengono
che il progetto di legge potrebbe rappresentare una violazione dei diritti
costituzionali di libertà di espressione, presunzione di innocenza ed accesso
alla cultura. Vengono infatti indebolite le garanzie costituzionali alla
restrizione di tali diritti in quanto l’intervento dell’autorità giudiziaria è
subordinato ad una notifica da parte dell’organo amministrativo, la
Comisiòn de propiedad intelectual, quando quest’ultima
consideri che il suo provvedimento di chiusura della pagina web “possa” incidere
sulla libertà di espressione. Infatti, l’anteproyecto de ley lascia aperta
la possibilità di oscurare un sito web senza l’intervento del giudice qualora la
Commissione non lo consideri necessario per non incidere sulla menzionata
libertà. In relazione al secondo punto, una pagina web, attraverso la quale
possono essere scaricati contenuti protetti dalla proprietà intellettuale,
potrebbe essere oggetto di un provvedimento di chiusura non solo nel caso in cui
persegua un animo di lucro diretto, ma anche nel caso in cui si tratti di un
animo di lucro indiretto o ricorra l’intenzionalitá di un danno patrimoniale.
L’animo di lucro diretto implicherebbe un download a pagamento mentre l’animo di
lucro indiretto potrebbe derivare da banners pubblicitari contenuti in
una pagina di download o in un blog che accolga un link a detta pagina.
Alcuni esperti sostengono che il concetto di animo di lucro indiretto o
l’intenzionalità del danno patrimoniale sono oggetto di difficile
valutazione e potrebbero provocare un clima di insicurezza giuridica perché si
rischierebbe di includere al loro interno una varietà di fattispecie
indeterminate. Le descritte considerazioni sono state canalizzate in una
piattaforma denominata “Red S@stenible”[4] che promuove la campagna “Internet no serà otra
TV” in cui sono previste una serie di azioni che saranno realizzate durante
tutto il periodo della presidenza spagnola dell’Unione Europea. RedS@stenible si
è costituita il 9 Gennaio 2010 a partire da due documenti provenienti dalla
comunità di internauti: il "Manifiesto en Defensa de los Derechos
Fundamentales en Internet"[5] (che ha raggiunto ad oggi 200.000 iscritti),e la
"Carta por la Innovación, la Creatividad y el Acceso al Conocimiento"[6]. Il testo del
Anteproyecto de ley de Economìa Sostenible è oggetto di possibili
ulteriori modifiche e deve ancora passare l’esame del Parlamento, del
Consejo de Estado e del Consejo General del Poder Judicial.
Tuttavia il dibattito suscitato rappresenta un’ennesima dimostrazione della
necessità, sempre più sentita in Europa, di una regolamentazione della rete nel
rispetto della libertà di espressione e degli altri diritti fondamentali
dell’individuo.
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[1] Il testo attuale del “Anteproyecto de ley de
Economia Sostenible” con le modifche intervenute l’8 Gennaio 2010 è disponibile
all’indirizzo web: http://www.economiasostenible.gob.es/wp-content/uploads/2009/12/2_4_anteproyecto.pdf ; La nota riassuntiva è disponibile all’indirizzo web: http://www.meh.es/Documentacion/Publico/GabineteMinistro/Presentaciones/27-11-09%20Presentacion%20Ley%20de%20Economía%20Sostenible.pdf ; Entrambi i documenti sono estratti dal sito del Ministerio de Economìa
y Hacienda: www.meh.es ; Per maggiori informazioni consultare
il sito: http://www.economiasostenible.gob.es/ley-de-economia-sostenible/
[2] L’Anteproyecto de Ley nella sua disposiciòn
final primera, apartado 8, modifica l’apartado 5 della Disposición
Adicional Cuarta della ley 29/1998, de 13 de julio, reguladora de la
Jurisdicción Contenciosa-administrativa.
[3] L’Anteproyecto de Ley nella sua disposiciòn
final primera, apartado 5, modifica l’articolo 9 della Ley 29/1998, de 13 de
julio, reguladora de la Jurisdicción Contenciosa-administrativa, attribuendo la
competenza di autorizzare l’esecuzione del provvedimento che ordina la chiusura
della pagina web ai Juzgados Centrales della giurisdizione contenzioso
amministrativa (organi di II istanza). Di conseguenza, si esige la modifica
della Ley Orgánica 6/1985, de 1 de julio, del Poder Judicial,
attualmente prevista da un progetto di legge complementare a quello di economia
sostenibile.
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