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Privacy e giornalismo. Diritto di cronaca e diritti dei cittadini.

Scritto da  il 18 Febbraio 2007

di Mauro Paissan - Seconda edizione aggiornata

 

Attività giornalistica e diritti della persona: un rapporto non sempre pacifico, spesso spigoloso, talvolta apertamente conflittuale. Se ne parla nel volume "Privacy e giornalismo. Diritto di cronaca e diritti dei cittadini", curato da Mauro Paissan, che esce in una versione aggiornata (Garante per la protezione dei dati personali, 2006, pagg. 364). Vi compaiono i provvedimenti più importanti del Garante e si presentano altri materiali, con un'ampia introduzione sul tema. Al centro, il difficile rapporto tra libertà di informazione e rispetto della dignità e degli altri diritti fondamentali della persona.

In una nuova sezione del volume, "Temi", sono stati inseriti il documento adottato dall'Autorità in risposta a una serie di quesiti formulati dall'Ordine dei giornalisti sul rapporto tra informazione e privacy e due recenti interventi sulla tutela dei minori e la dignità della persona nell'attività del servizio pubblico radiotelevisivo.

Come in una sorta di manuale pratico per i giornalisti ma anche per i cittadini, sono facilmente rintracciabili le decisioni riguardanti la tutela dei minori, i rapporti tra cronaca e giustizia, l'uso di informazioni riferite a personaggi noti, la trasparenza delle fonti pubbliche, i divieti e i rischi della diffusione dei dati sulla salute e sulla vita sessuale, l'uso di fotografie e foto segnaletiche, i nuovi difficili problemi posti dalla divulgazione di informazioni via Internet.

Dietro i casi analizzati si affacciano - ed è questo uno dei tratti più caratteristici del libro – vite vissute, situazioni che toccano nel profondo la persona, vicende umane. Storie vere dalle quali emerge come il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini sia un valore "forte", pari ad altri già consolidati nella nostra società e nella nostra cultura democratica: il bambino chiamato ad esprimersi in tv sulla vita sentimentale della madre; la ragazza che apprende dai giornali di avere contratto una grave malattia; la persona che vede pubblicate le trascrizioni di intercettazioni telefoniche pur essendo estranea all'indagine giudiziaria; il marito e il fratello di una donna incinta in stato di coma, che vedono divulgate sui giornali le loro opinioni sulla scelta di far crescere e nascere, o meno, il bambino.

Nel testo che apre il volume, Mauro Paissan non solo fornisce una lettura "dall'interno" degli orientamenti maturati nell'Autorità sul bilanciamento tra diritto di cronaca e diritti delle persone, ma tenta anche di indicare delle direttrici affinché tutti coloro che operano nel mondo dell'informazione possano individuare, caso per caso, il punto di equilibrio. Con una avvertenza: "In tema di privacy non c'è una ricetta (una formuletta) valida sempre e comunque ... la responsabilità del giornalista è sempre preminente".

Le nuove tecnologie della comunicazione (si pensi alla diffusione di informazioni in Internet e alla loro quasi perenne rintracciabilità tramite i motori di ricerca) hanno ulteriormente accresciuto il potenziale conflitto tra vita privata e identità della persona da un parte e libero flusso delle informazioni dall'altra. La ricerca di un equilibrio tra questi valori rappresenta la chiave di volta per assicurare, anche nell'era digitale, la democrazia e i diritti fondamentali di libertà.

L'AUTORE

Mauro Paissan (Trento, 1947), giornalista professionista, deputato per tre legislature. Nel 2001 si dimette dalla Camera per incompatibilità in seguito alla sua elezione a componente del Garante per la privacy. Nel 2005 il Parlamento lo rielegge membro dell'Autorità per un secondo mandato.

COME AVERE IL VOLUME

"Privacy e giornalismo" può essere richiesto a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o a mezzo lettera a: Garante protezione dati personali – Urp – piazza di Monte Citorio, 121 - 00186 Roma (inviando 5 euro in francobolli come contributo spese). Il volume può anche essere ritirato presso i suindicati uffici Urp del Garante (dal lun. al ven. dalle ore 10.00 alle ore 13.00).

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